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Caine [03] Il cervello da un miliardo di dollari
Russell riesce a girare una sceneggiatura classica tingendola di sfumature “kemp”, pop tipiche del suo cinema, attuando così una delle regole principali dello spionaggio: la deception
LeggiLudlum [9] Osterman Weekend
Forse un film non perfettamente riuscito, rimaneggiato in fase di montaggio ma che ancora oggi si lascia guardare con piacere
LeggiLudlum [4] Bourne Supremacy
Un ottimo esempio di spionaggio cinematografico anni 2000, anche se salti e iperboli non sono relegati alla sola azione ma presentano per un pubblico non edotto qualche ostacolo alla comprensione
LeggiScrittori e spionaggio
Carrellata di scrittori celebri che hanno saputo fondere lo spionaggio letterario con quello reale
LeggiIo & Bond [09] La spia che mi amava
A metà degli anni ’70 Roger Moore era, indiscutibilmente, il nuovo Bond. “La spia che mi amava” rappresentò un rilancio e, rivedendolo oggi, c’è da comprenderne la ragione
LeggiLa città delle spie [4] Vienna
La Vienna e l’Austria di oltre cento anni fa erano un paradiso minato dalla dissoluzione del futuro, in cui, non per la prima volta, si cercavano congiure tra le quinte della finanza ebraica
LeggiIl tempo dell'innocenza
«Oggi il tuo vecchio amico [...] si è sparato in testa. Dopo i fatti dell’86 era rimasto traumatizzato. Aveva abbandonato gli studi senza prendere la maturità. Non lavorava. Se ne stava tutto il giorno sdraiato come una lumaca nella sua stanza, ad ascoltare musica New Age e giocare alla PlayStation.»
LeggiIo & Bond [07] Una cascata di diamanti
Il film arriva al termine di un decennio in cui l’azione e l’avventura erano filmate in modo differente. Occorre un occhio nuovo per catturare i giovani spettatori
LeggiIo & Bond [06] Servizio segreto
Era un film anomalo. Oltre ad avere praticamente un’unica ambientazione preponderante c’è il cambiamento di volto del protagonista, che in più si sposava e sembrava più impegnato in una commedia sentimentale che in una missione di spionaggio
LeggiIl codice Dante, intervista a Daniele Maria Pegorari
Daniele Maria Pegorari (1970) è autore del Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (2000) e curatore (con F. Tateo) della Lectura Dantis Contesti della Commedia (2004), nonché redattore della voce Dante nel Dizionario gramsciano 1926-1937 (a cura di G. Liguori e P. Voza, 2009). Dal 2007 è responsabile della sezione ‘Dante contemporaneo’ della rivista internazionale di studi «Dante». Dopo aver insegnato Filologia e critica dantesca a Bari e Foggia, oggi è docente di Letteratura italiana contemporanea nell’Ateneo di Bari. Ha pubblicato tre volumi su Luzi, due antologie di poesia del Novecento (Metrica dei giorni e Puglia in versi), Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli (2006), Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 e infine l’edizione dell’Uebi Scebeli di V.C. Basile e Les barisiens. Letteratura di una capitale di periferia 1850-2010, apparsi entrambi per Stilo nel 2010. Dirige il semestrale militante «incroci» (con L. Angiuli e R. Nigro) e alcune collane di ricerche e testi.
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